Arlecchino servitore di due padroni

Testo di Carlo Goldoni, regia Giorgio Strehler, scene Ezio Frigerio, costumi Franca Squarciapino, musiche Fiorenzo Carpi, Movimenti mimici Marise Flach, con Ferruccio Soleri, Giorgio Bongiovanni, Pia Lanciotti, Tommaso Minniti, Stefano Guizzi, Giorgia Senesi, Sergio Leone, Gianfranco Mauri, Nicoletta Marago, Luva Criscuoli, Michele Bottini, Francesco Guidi, Nicole Vignola, Alighiero Scala, Gianni Bobbio, Paolo Mattei, Francesco Mazzoleni, Ivo Meletti, Celio Regoli.

"Arlecchino servitore di due padroni"  l'opera che ha segnato parte della vita artistica di Giorgio Strehler. Messo in sena, per la prima volta, nel 1947, questo spettacolo ha avuto dieci versioni che sono venute via via raffinando la ricerca del regista. L'edizione oggi in scena quella del 1997, varata dal grande regista poco prima della morte. E' un'opera asciutta, essenziale che quasi fa' a meno degli arredi scenici e porta all'estremo un discorso del teatro nel teatro, che riflessione di vita e di cultura. Le beffe e l'astuzia di Arlecchino, servo perennemente affamato, si saldano con un discorso sottile e raffinato sul mettere in scena. E' il frutto di un'intera esistenza spesa a pensare e immaginare il lavoro di palcoscenico. Un omaggio a parte merita Ferruccio Soleri, che con Marcello Moretti, simboleggia l'essere stesso di Arlecchino. Vederlo oggi, a settant'anni, saltare, piroettare, camminare sulle mani assistere a qualche cosa di pi di un prodigio: partecipare a un miracolo.

 

 

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