Excelsior Variété - Un cabaret patafisico di fine millennio

Testi e regia Tonino Conte, scene e costumi Bruno Cereseto, Guido Fiorato, Emanuele Luzzati e Danièle Sulewic, musiche Neurosis, Rammstein, Giampiero Alloisio, Ciaikovski, Offenbach, Rachel, Ennio Morricone, Buster Pointdexter e Tambours du Bronx, con Consuelo Barillari, Alberto Bergamini, Nicholas Brandon, Enrico Campanati, Margherita Cazzuffi, Bruno Cereseto, Pietro Fabbri, Lisa Galantini, Simona Guarino, Eugenio Marré Brunenghi, Andrea Narsi, Claudio Orlandini, Mariella Speranza, Cecilia Vecchio.
Tonino Conte propone un riepilogo del suo modo di fare e concepire il teatro. E' "Excelsior Variété", spettacolo patafisico, come piaceva dire a Alfred Jarry, l'inventore di padre Ubu, l'autore - mito di questo teatrante. Una carrellata su idee, personaggi e stati d'animo che hanno segnato il secondo millennio. Ci fa da guida una sorta di Charlot, omino mite e buffo, ma capace, all'occorrenza, di assumere i lineamenti feroci di Adolf Hitler. Come già accadeva in "Donne, santi, checche, teatranti e coribanti", lo spettacolo dedicato a Copi, un ruolo fondamentale lo hanno le donne, qui in veste di virago sadomaso, feroci casalinghe e melodiose corifee. Le citazioni dagli spettacoli precedenti sono molte, ma l'originalità della proposta non ne patisce, anzi servono a costruire un testo bello, originale e ragionevolmente pessimista come non accadeva da tempo all'ensamble de La Tosse.

 

 

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