Quando si è qualcuno

Testo: Luigi Pirandello (1867 - 1936); regia: Massimo Castri; interpreti: Giorgio Albertazzi, Paola Bacci, Paolo Calabresi, Bruna Rossi, Fernando Pannullo, Renata Scarpa, Miro Landoni, Pietro Faiella, Anna Sesia, Giovanna Di Rauso, Beppe Loconsole, Silvia Frasson, Milutin Dapcevic; scene e costumi: Maurizio Balò; musiche: Arturo Annichiarico; luci: Gigi Saccomandi.

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Luigi Pirandello scrisse Quando si è Qualcuno fra il 1930 e il 1933, anno in cui fu rappresentata al teatro Odeon dei Buenos Aires. L’unica presenza italiana fu, lo stesso anno, al Teatro del Casinò di San Remo. Da quel momento il testo non è più comparso sulle scene italiane. La storia raccontata ha al centro il poeta Qualcuno, anziano letterato coperto di riconoscimenti accademici, che s’innamora della giovane Veroccia e, per lei, scrive alcune poesie che fa pubblicare sotto lo pseudonimo di Dèlago, inesistente poeta sudamericano. Il volume ottiene grande successo fra i giovani, che vi vedono un nuovo genio, fresco e moderno, il cui lavoro contrappongono all’accademismo di Qualcuno. Quando l’inganno è scoperto, il mondo politico e letterario ufficiale, lo presenta come una burla dell’anziano maestro ed utilizza l’episodio per magnificarne ancor più i meriti, sino a trasformarlo in una sorta di monumento vivente. Il testo nasce dal tribolato amore del drammaturgo per l’attrice Marta Abba, di trentatrè anni più giovane di lui, tanto che nel copione sono presenti alcuni brani delle lettere che le scrisse. Il momento più significativo è quello in cui l’anziano poeta esprime lo straziato stupore del vecchio che scorge la sua immagine allo specchio e ne soppesa il contrasto con la giovinezza che ancor sente in cuore. Questo è il punto cardine dell’operazione voluta da Massimo Castri, che ha guidato Giorgio Albertazzi in una recitazione misurata e sofferta, del tutto adeguata alla complessità dolente del personaggio. Ci sono, poi, alcune trovate di regia di gran livello, come quella di mantenere il gruppo dei giovani in abiti balneari, nonostante il passare dei mesi, segno di un imperituro e irraggiungibile mito della giovinezza, o quella di far denudare la ragazza davanti all’anziano infagottato, che rimane in mesto silenzio, facendole gridare tutta la forza della gioventù o, infine, quella di presentare l’ultimo atto come una scena vista da dietro un cancello, che può essere quello di una prigione o di un cimitero. È, in altre parole, una straordinaria proposta di teatro che sarebbe un peccato perdere.

 
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