Sabato, domenica e lunedì

Testo: Eduardo De Filippo (1900 - 1984); regia: Toni Servillo; scene: Toni Servillo, Daniele Spisa; costumi: Ortensia De Francesco; luci: Pasquale Mari; interpreti: Anna Bonaiuto, Alessandra D'Elia, Toni Servillo, Roberto De Francesco, Enrico Ianniello, Gigio Morra, Monica Nappo, Betty Pedrazzi, Tony Laudadio, Marcello Romolo, Francesco Silvestri, Mariella Lo Sardo, Pierluigi Tortora, Salvatore Cantalupo, Ginestra Paladino, Antonello Cossia, Antonio Marfella

  URL: http://www.drammaturgia.it/giornale/spettacoli/teatro/teatro_articoli/sabato_domenica_servillo.htm

Sabato, domenica e lunedì è una delle grandi commedie familiari d’Eduardo De Filippo. E’ stata rappresentata per la prima volta nel 1959 e vi si racconta la fine - inizio settimana di un largo nucleo parentale affollato di nonni, nipoti, padri, figli, vicini e fidanzati. Il testo è cadenzato su tre momenti: la preparazione, del pranzo, ma anche dell’esplosione dei conflitti, lo svolgimento, della mangiata, ma anche dei rancori che covano sotto la cenere, il riordino della tavola, ma anche della possibile, ma non la certa, composizione dei conflitti. Toni Servillo, attore e regista, legge questo complesso meccanismo scenico anche come un momento decisivo del passaggio fra vecchia e nuova società, fra Italia agricolo – artigianale e nuova società dei consumi. E' una proposta quanto mai coerente, visto che siamo alla vigilia dell’esplosione del boom economico dei primi anni sessanta, e ricca di riferimenti all’oggi. Lo fa rispettando il testo e limitandosi ad accentuare alcuni aspetti: lo sconto per la conduzione della bottega fra nonno e padre, il nuovo esercizio commerciale che il giovane vuole aprire in un quartiere in un quartiere elegante. Il risultato è di grande livello e il copione assume nuova forza, convince, diverte, commuove. Una nota per Anna Bonaiuto che s’inserisce d’autorità fra le grandi attrici eduardiane: Titina De Filippo e Regina Bianchi. Lo fa abbassando i toni rispetto a quella tradizione, tanto che persino nelle scene più drammatiche evita urli e gesti eccessivi. Il suo è un lavorare il personaggio in profondità, aggiungendo intensità e scavo psicologico.

 
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